Maria Vittoria Pinotti | PEOPLE


La visione capovolta 

Luca Grechi, Il rintocco di una virgola Tecnica mista su tela, 190x145cm, 2024, Ph. Credit Studio Boys, Courtesy Galleria Richter Fine Art, Roma

Lo studio etimologico, ritornando all’origine e alla storia delle parole, così come l’evoluzione fonetica, morfologica e semantica, alla pari dell’attenzione verso le minime variazioni è certamente capace di rivelare un inedito racconto dove pensiero, abitudini e sensazioni si attraversano e si fondono. Allora, perché non recuperare questa visione contro l’imposizione e il condizionamento delle normali vedute per invertire l’ordine cronologico dello studio etimologico della parola pittura, sino a cercare di desemantizzarla? Sono certa che il significato semantico del termine è stato alterato da un intimo e profondo dialogo d’indagine che ho intessuto negli anni con alcuni pittori, con i quali mi sono ripetutamente confrontata sullo stato della loro ricerca. Per me tale parola ha già da tempo perso il significato originario che normalmente siamo soliti dare nella lingua italiana, essendo l’elemento primario che orienta i miei studi e letture, diventando il tema dove far convergere tutte le possibili energie e attenzioni. Cosicché alla sola lettura e pronuncia di questa parola si spalanca improvvisamente una felice finestra verso uno spazio colmo di molteplici, libere e sorprendenti visioni. 

Ruggero Savinio – Opere 1959-2022 (dettaglio)

Inoltre, si afferma che pittura deriva dal latino pictūra, quindi immagino che la sua flessione da nome in aggettivo e verbo si sia resa necessaria a causa della sua costante presenza nella storia dell’uomo e al contempo dall’esigenza di intensificarne la comunicazione. Volendo continuare a capovolgere i consueti orientamenti di lettura, perché non domandarsi cosa sia oggi la pittura, anziché analizzare l’origine latina del termine. Il pittore Ruggero Savinio considerava questo interrogativo l’equivalente dal domandarsi come è fatta la pittura?

Da qui si apre la questione circa l’apprezzabile diversità tecnica che la caratterizza: un insieme di mezzi espressivi unificati a manifestare una particolare condizione. 

Tale forma di tensione deriva da un particolare antagonismo che si crea tra l’occhio e la mano, ma non rende affatto conto delle teorie della percezione bensì dello stato umorale del creatore. Questo perpetuo stato d’impazienza è la condizione necessaria sufficiente che conduce il pittore a non essere rilassato, bensì mosso e quasi compresso in una perenne condizione d’inquieta ricerca. Tant’è che l’origine di un’opera coincide spesso con la presa di coscienza e la definizione dell’inizio di una difficoltà, ed è proprio lì che la mano libera si muove senza limiti, segnando e tracciando coordinate visive e scenari. 

Giulio Catelli, Babù alle fronde blu, olio su tela, 160×140 cm, 2024, Ph. Credit Studio Boys, Courtesy Galleria Richter Fine Art, Roma
Andrea Grotto, Quando sembra immobile, fugge, olio su tela, 45×49 cm, 2024, Courtesy Nashira Gallery, Milano