EtimoloGLIFO ’25 | Lettera D

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Mattia Preti


Il gioco dei dadi è simbolo di fortuna/sfortuna, caso e fatalità. La famosa espressione “il dado è tratto” deriva dalla locuzione latina “alea iacta est” ossia “il dado è stato gettato”, attribuita a Giulio Cesare dallo storico Svetonio. Tutt’oggi si usa questa espressione per indicare un’azione irrevocabile.

Il gioco dei dadi è naturalmente associato al gioco d’azzardo; la parola stessa “azzardo” deriva dal fr. hasard, che a sua volta è dall’arabo volg. azzahr «dado»; stava ad indicare in origine il gioco dei dadi fra un banchiere e diversi giocatori. Oggi per “gioco d’azzardo” si indicano diverse categorie di giochi nei quali c’è un alto rischio di perdita e ugualmente di vittoria.


“Quella che Dostoevskij tratteggia nel Giocatore è una vera e propria radiografia letteraria del vizio del gioco, un’istantanea dei modi in cui il demone dell’azzardo può possedere uomini e donne di ogni età ed estrazione sociale. Un’istantanea così vivida da spingere Sergej Prokofiev a trasporla in musica, dando vita a un caposaldo della lirica novecentesca. Nella fittizia cittadina tedesca di Roulettenburg va in scena, attorno a un totem fatto di fiches e casinò, un vero e proprio carosello di figure, dal giovane precettore Aleksej al vecchio generale, dall’anziana, ricchissima nonnina al cialtronesco marchese des Grieux, dalla graziosa Polina alla misteriosa mademoiselle Blanche. Succede di tutto, eppure nulla cambia e chi, come Aleksej, è posseduto dal gioco potrà guarire e redimersi, sì, ma solo “da domani”.”

(fonte https://www.feltrinellieditore.it/opera/il-giocatore-1/)

Casinò (1995) film di Martin Scorsese
con Robert De Niro, Joe Pesci e Sharon Stone.

I misteri del castello del dado (1929) di Man Ray

Jumanji (1995)
di Joe Johnston. 


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