Galleria d’arte
— Velia Littera

Qual è il tuo percorso personale e professionale che ti ha portato alla fondazione della “Galleria Pavart”? Inoltre, quale significato si nasconde dietro questo nome?
Pavart nasce nel 2010 dopo tanti anni di attività d’interior designer nel mondo del design italiano. Sono stata un’appassionata di arte fin da giovanissima, all’epoca preferivo acquistare un quadro piuttosto che un vestito. Ho avuto tre meravigliose figlie quando ero molto giovane e quindi è stato importante seguire la famiglia fino a quando è arrivato il momento giusto per inseguire il mio sogno di aprire uno spazio espositivo dove potevo finalmente interagire con artisti, collezionisti e quindi ideare progetti d’arte. Non nascondo le difficoltà che ci sono state e che ancora ci sono, questo fantastico mondo dell’arte è molto selettivo e ho dovuto faticare per farmi un’immagine di serietà e competenza. Il nome è stato scelto pensando alle iniziali di nomi di persone importanti tra cui il mio, quindi P – A – V art.

Qual è il metodo che la galleria adotta per individuare le nuove tendenze e gli artisti emergenti nell’arte contemporanea? Qual è il processo di ricerca e selezione che segui per portare le opere in esposizione? In che modo supporti questi talenti emergenti nella loro crescita sul mercato?
L’individuazione di artisti da seguire e curare nasce per caso.
Alcune volte gli artisti si propongono, altre volte sono che io che m’incuriosisco di determinati linguaggi artistici. Faccio molta ricerca, leggo molto e sono molto curiosa. Sono sempre alla ricerca di forme d’arte che possano in qualche modo narrare la società contemporanea e quindi, oltre alla tecnica, siano portatrici di temi etici. Attraverso l’arte si possono affrontare temi importanti quali l’ambiente, la violenza sulle donne, le diseguaglianze, le identità di genere, la pace, e tanto altro.

Quando trovo artisti che esprimono quel valore aggiunto nelle loro opere, nella mia mente scatta la voglia di ideare un progetto. Credo fermamente nel valorizzare l’arte attraverso dei progetti etici significativi. La nostra galleria supporta gli artisti dandogli valore sul mercato, investiamo sulle mostre, sui cataloghi, sulla comunicazione, sulla promozione. Per noi l’artista è un creatore di bellezza, è una persona che si deve dedicare solamente alla sua arte, al resto pensiamo noi. È una scommessa reciproca che ci prefissiamo per riuscire ad arrivare al cuore di chi li sceglie.
Quali sono state le tue impressioni sull’interesse del pubblico per l’arte sostenibile durante la Bio360 Expo di Nantes del 5 e 6 febbraio 2025? Quali opere della vostra galleria sono state esposte e quali motivazioni hanno guidato la loro selezione?
La bellissima esperienza a Nantes durante l’Expo Bio360 è stato un modo di portare l’arte contemporanea in un luogo “diverso”, fuori dai soliti circuiti e frequentato da tecnici, ingegneri, chimici, professori che parlavano di bioenergia. Infatti tutti gli artisti che abbiamo esposto avevano prodotto dei lavori realizzati principalmente con Biochar unito a materiali leganti ecosostenibili. Abbiamo portato anche una fotografa che si chiama Prisca Tozzi che ha utilizzato il Biochar come tema delle sue immagini e un altro, Uter, che ha creato una meta fotografia in fine art prodotta con l’intelligenza artificiale. Il Biochar è un carbone vegetale ottenuto attraverso la pirolisi di biomasse vegetali in assenza di ossigeno, prezioso alleato nella cattura del carbonio.
È grazie al coinvolgimento del Politecnico di Torino attraverso il prof. Mauro Giorcelli, che spiegando agli artisti l’importanza di questo materiale, è riuscito a convincerli a sperimentarlo nelle loro creazioni artistiche. Il “Prof” (come lo chiamano tutti) da anni porta avanti ricerche approfondite sull’importanza del Biochar, una tecnologia al contempo antica e all’avanguardia, che promette di rivoluzionare il nostro approccio alla mitigazione del riscaldamento globale.


Personalmente ho iniziato questa avventura lo scorso anno curando la mostra “Alchimia del carbone, esplorando il Biochar nell’arte” esposta presso l’Istituto Superiore Antincendi insieme all’associazione Gart-Gardenart . In un luogo unico a Roma abbiamo esposto una serie di opere d’arte meravigliose e imponenti tutte realizzate con il Biochar. Successivamente è arrivato l’invito a esporre a Nantes. Credo che questo progetto artistico ci porterà ancora lontano perché oltre a parlare di arte si parla di un tema così importante come la salvaguardia del pianeta. Durante l’Expo di Nantes abbiamo ricevuto vari inviti a esporre a Bruxelles, a Valencia, a Marrakech, a Vilnius, insomma il nostro sta diventando un vero movimento artistico che unisce arte, scienza e attivismo.
Hai osservato cambiamenti significativi nel panorama dell’arte contemporanea dal 2010 a oggi? Quali tendenze emergenti ritieni siano le più rilevanti e perché?
Dal 2010 a oggi, il panorama dell’arte contemporanea ha vissuto trasformazioni profonde, segnate soprattutto dall’avvento del digitale e dalla crescente attenzione a tematiche sociali e ambientali. I social media, inoltre, hanno rivoluzionato il modo in cui l’arte viene diffusa e percepita, ampliando il pubblico e creando nuove opportunità di visibilità per gli artisti.
Se dovessi fare un’analisi sulle tendenze più rilevanti parlerei senz’altro d’integrazione fra passato e futuro infatti, se da una parte c’è una corrente artistica che utilizza nuovi strumenti come l’IA, dall’altra vi è la crescita di un’arte eco-sostenibile che adotta materiali riciclati, tecniche a basso impatto ambientale e progetti di sensibilizazione sul cambiamento climatico. Stiamo assistendo a una vera e propria corrente “post-contemporanea”, una forma artistica che si caratterizza grazie alla fusione tra tradizione e innovazione.
Quali consigli daresti a un’artista emergente per orientarsi nel mondo dell’arte contemporanea e quali competenze ritieni siano essenziali?
A un artista emergente che vuole orientarsi nel mondo dell’arte contemporanea consiglierei innanzitutto di sviluppare una voce artistica autentica, cercando un equilibrio tra espressione personale e dialogo con il presente.
Consiglio d’imparare a presentare il proprio lavoro in modo efficace, sia attraverso portfolio ben curati che contengano una narrazione chiara del proprio percorso artistico. La passione e la costanza sono fondamentali, ma affiancarle a strategie concrete può fare la differenza nel costruire una carriera solida e sostenibile.
Anche la perseveranza e la capacità di rimanere motivati anche nei periodi difficili sono qualità fondamentali perché il nostro è un mondo vulnerabile che assorbe i problemi della società. Se nel mondo accadono fatti gravi il primo settore che vacilla è il mondo dell’arte emergente.
E per concludere, anche se talento e creatività sono fondamentali, senza una rete di contatti e una buona gestione delle relazioni, può essere difficile emergere. Il networking permette di entrare in circuiti espositivi, trovare collaborazioni e farsi conoscere da un pubblico più ampio. Saper costruire e mantenere connessioni autentiche è una delle competenze più preziose per un artista contemporaneo.
Chi è Velia Littera?

Velia Littera, grazie alla sua passione per l’arte, si dedica alla promozione di artisti talentuosi, contribuendo alla visibilità di nuove figure nel panorama contemporaneo. Fondatrice della galleria Pavart nel 2010, ha adottato una mission chiara: selezionare opere che non solo colpiscono visivamente, ma trasmettono anche emozioni profonde e messaggi etici.